giovedì 20 febbraio 2014

POGGIBONSI 2: la storia di Poggio Imperiale

Questo post è nato in conseguenza di un altro… via, quasi uno spin off di quest’altro.

Infatti, quando ho visitato Poggio Imperiale a Poggibonsi mi sono resa conto che descrivere un luogo di importanza storica e archeologica non aveva senso senza raccontarne un po’ la STORIA.
E la bravissima guida che ci ha condotti lungo il percorso ci ha illustrato infatti quanto bastava per rendere piacevole la visita.

Ora provo a riraccontarvi un po’ l’introduzione che ci ha fatto la nostra guida, naturalmente ho dovuto ricercare alcune notizie su alcuni testi perché non ho preso appunti durante la visita. Ve lo racconto da semplice appassionata.

Dunque, siamo in questa bella fortezza chiamata Poggio Imperiale...

La fortificazione di Poggio Imperiale che circonda la collina è stata voluta da Lorenzo il Magnifico e progettata da Giuliano da Sangallo a cavallo tra il Quattro e il Cinquecento. Rientra nelle fortificazioni di un periodo detto “di transito” dell’arte militare, quando si stavano affacciando sul panorama delle armi da guerra le nuove artiglierie rinascimentali, bombarde, colubrine ecc… (insomma cannonate più o meno grandi).

Così anche le fortificazioni dovevano adattarsi alle nuove tecnologie e Poggio Imperiale, assieme alle mura di Colle Val d’Elsa e Firenzuola, si inserisce in questo nuovo modo di progettare le fortificazioni.

Quindi: alta cinta muraria a scarpa per la protezione dell’abitato (opera ambiziosa e non terminata) e Cassero pentagonale con bastioni, costruito tra il 1505 e il 1510. Per costruire le mura furono impiegati i materiali provenienti dai resti degli edifici e delle mura castellane di Poggio Bonizio.

Ed ecco spuntare Poggio Bonizio. E cos’era Poggio Bonizio? Fino ad ora abbiamo detto Poggio Imperiale!

Dunque… prima di allora, qualche secolo prima di Poggio Imperiale, quel poggio costituiva un incastellamento più antico, nato tra il V e VI secolo come nucleo agricolo e allevatizio.
L’abitato si evolse poi dal VII al X secolo in azienda fondiaria e poi, attorno al Mille venne rifondato il Monastero di San Salvatore a Marturi, poco distante. Al monastero si legò lo sviluppo di Borgo Marturi, l’odierna Poggibonsi.

Poggio Bonizio e Marturi si trovavano su un diverticolo della Francigena di fondovalle, quindi in posizione di passaggio. Fu per questo, oltre che per i locali possedimenti di Guido Guerra (fedele all’Imperatore) e per la posizione strategica a confine tra le aree di influenza di Siena e Firenze che quest’ultima intervenne e attaccò e distrusse il castello di Marturi.

La situazione è complessa; in definitiva Guido Guerra, sempre più motivato ad allearsi con Siena, nel 1155 decise la costruzione di Poggio Bonizio, sulla collina di fronte all’abbazia.

Fu un centro molto importante anche perché molto ben organizzato nel quadro politico dell’epoca. Vediamo perché, a grandi linee, senza pretese. Un ottavo del castello era stato donato alla Repubblica di Siena con la quale Guido Guerra si era impegnato a non cedere mai i propri diritti sul castello (e quindi ne deteneva i diritti feudali in totale autonomia), Papa Adriano aveva concesso al Vescovo di Siena di costruirvi una chiesa intitolata a Sant’Agnese, Federico I (il Barbarossa) era inoltre grande protettore e amico di Guido Guerra (si potrebbe dire che avevano fatto il militare insieme). La Via Francigena che passava di lì faceva girare bene l’economia. La situazione prometteva bene.

Le maestranze impiegate nella costruzione erano di altissimo livello, l’urbanistica era così ben progettata che continuò a influenzare l’espansione e le trasformazioni dell’abitato anche molti anni dopo.

Poggio Bonizio rimase strettamente legato al destino del partito ghibellino, contro Firenze.
Poi si succedettero: la conquista fiorentina e l’abbattimento delle fortificazioni, l’affrancamento da Firenze e la nuova fortificazione (probabilmente il cassero sotto a quello attuale mediceo), poi di nuovo il presidio fiorentino, poi ancora indipendente sotto la protezione di Corradino di Svevia e in ultimo l’assedio di Carlo d’Angiò e la distruzione totale da parte di Firenze (che pagò anche per raderla al suolo). Un po’ come avevano fatto con Semifonte.
Quindi le vicende di Poggio Bonizio si svolgono all’incirca dal 1155 al 1270.

Quarant’anni dopo, appunto nel 1313, la collina venne scelta da Arrigo VII per la fondazione della nuova città: Monte Imperiale.

E se vi è piaciuta questa storia, non vi resta che leggere del nostro viaggio a ritroso nel 1313, nel cantiere di Arrigo VII e andare a visitare la Fortezza Medicea di Poggio Imperiale.

Proprio ve la consiglio, specialmente d’estate, quando vengono proposte attività didattiche con ricostruzioni storiche e archeologia sperimentale.



Biblio:
https://maps.google.it
http://www.parco-poggibonsi.it
R. Francovich, M. Valenti: Archeologia dei paesaggi medievali. Poggio Imperiale a Poggibonsi, il territorio, lo scavo, il parco – , All’Insegna del Giglio, 2005
Paolo Falosci: Una chiesa del Barbarossa a Monterappoli nell'empolese in Milliarium. Periodico di informazione archeologica N° 9 - Editori dell'Acero, 2011

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